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Ricomincio da zero... Cogito 2.0


Diario


28 dicembre 2007

Fuggendo il freddo...

 

Dovrei essere felice (perché non dovrei?) ma non lo sono, e me ne dispiaccio alquanto. Sono tornato al mio paese per le feste, ed è la prima volta che ritorno visto che non ero mai partito, e ahimè quando si torna si torna cambiati, inevitabilmente. Cambiano le prospettive, cambiano i modi di vedere le cose e si cambia dentro… non interamente, si spera, ma nelle piccole cose, agli angoli mi verrebbe da dire se non fosse che l’immagine che ne risulta è l’immagine di angoli smussati, più deboli e meno incisivi, e non sarebbe vero…

La prima cosa che ho notato ritornando è il freddo. Vivo in un paese estremamente meridionale, un paese che d’estate cuoce ad un sole che sovente supera i 40° e che d’inverno non gela di certo. Eppure le case sono fredde, di un freddo umido che entra nelle ossa, che fa tremare e battere i denti, un freddo che piega le schiene e le curva. È questo freddo che ho fuggito, finalmente, ma ora lo ritrovo tale e quale, lo stesso di sempre, terribile e malefico; freddo che mi fa lacrimare gli occhi, gli occhi gonfi e rossi, che mi fa venire il mal di testa, che mi costringe alla poltrona e mi schiaccia i pensieri, rendendoli molli, lenti, inutili e vani…

Non sono felice del ritorno, non sono felice perché partendo ho lasciato un mondo, ed era il mio mondo da sempre, mentre ora nel ritrovarlo lo ritrovo uguale, immobile, eppure diverso, diverso per me che lo guardo con occhi differenti… e questo che prima era il mio mondo, non è più il mio mondo, non è più nemmeno mondo se non per gli altri al quale appartiene…




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23 dicembre 2007

Elogio del luogo comune (nel mio caso quello di Rosolini: estremo sud della Sicilia)

 

A Natale si sa si è tutti più buoni, posso esimermi “io” dall’esserlo?! (… e chi sono:”Babbo Natale?”). Le festività natalizie iniziano ad irritarmi ogni anno di più e non solo perché non sono iniziato a nessun culto (ne al dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, ne al dio denaro…) ma perché fa sempre più freddo (alla faccia dell’effetto serra e del surriscaldamento globale) del resto non ci sono più le mezze stagioni…e nemmeno il futuro è più quello di una volta, le verdure non hanno il sapore che avevano un tempo, non si può più dormire con le porte aperte, il vino però continua a fare sangue, la colazione continua ad essere il pasto più importante della giornata, a capodanno le lenticchie portano fortuna, i migliori posti sono quelli dove si fermano a mangiare i camionisti, i grandi centri commerciali hanno fatto chiudere i piccoli commercianti, non è mai troppo tardi, non tutto il male viene per nuocere, piove sempre sul bagnato, piove governo ladro! I comunisti mangiano i bambini, la giustizia è uguale per tutti, la giustizia non è uguale per tutti, le donne non sanno guidare, il mezzo più sicuro è il treno, mi raccomando quando arrivi telefona, questa macchina era di un signore anziano che la teneva sempre in garage, i giovani non hanno rispetto per niente, i giovani d’oggi hanno tutto, l’importante è essere giovani dentro, di mamma ce n’è una sola, questa casa non è un albergo, i panni sporchi si lavano in famiglia, ogni lasciata è persa, la carne è debole, la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo, non è bella ma è simpatica, il cane è il miglior amico dell’uomo, tutto il mondo è paese, Mussolini era un grande statista ha commesso un solo errore: si è alleato con Hitler…………..

P.s. e non pensate che vi faccia pure gli auguri!




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7 dicembre 2007

...d'inutili pensieri!

 

                          

Le emozioni sono come le nuvole, vanno e vengono a loro capriccio e non si sa mai se portano pioggia… così la sera si può solo rincasare il più velocemente possibile scansando chi stancamente s’avvia alla propria abitazione e sperare che giunti a casa non ci si trovi sopra la testa una grande nuvola nera. Ma poi sparisce.

È una sera un poco malinconica, una di quelle sere nelle quali mi va di camminare a lungo e senza meta. La torre stasera sembra d’avorio e l’alone di pioggia che la bagna e un poco la nasconde da all’atmosfera una sfumatura di tristezza omologata, come di vecchio film in bianco in nero, come di finale di Casablanca. Una canzone allegra mi suona nella testa ma non ricordo quale sia, allora la lascio risuonare distrattamente come d’inutile sottofondo di centro commerciale senza curarmene minimamente, senza canticchiarne le parole.

Il freddo è freddo che sa di neve, freddo che supplica calore… (accendo i termosifoni!!!) La luce del computer mi illumina malamente e mi stanca gli occhi, mi stanca le mani impegnate a scrivere parole che vengono fuori senza spinta, che fuoriescono e non si riescono a fermare…

Ps La foto non c'entra niente con il post ma siccome mi piace la metto ugualmente...




permalink | inviato da cogitointerrotto il 7/12/2007 alle 22:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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